IL NOSTRO INCONTRO CON TERRAFUTURA
di “Redazione”
La comunicazione mediatica ci propone ogni giorno temi e slogan legati alla sostenibilità, alla partecipazione, alla green economy e all’innovazione tecnologica per il miglioramento della qualità della nostra vita, ma spesso l’uso, e talvolta l’abuso, di tali termini è legato alla pubblicizzazione di prodotti e servizi che poco hanno a che fare con un reale cambiamento dei paradigmi di sviluppo della nostra società, ancora fortemente ancorata all’idea della crescita economica e della impossibilità di una inversione di tendenza in termini di modalità di progresso.
Spesso quindi la ricerca scientifica e culturale resta in secondo piano rispetto alle tempistiche e alle logiche economiche che vengono considerate come “motrici” per il paese.
Questo voleva essere il contributo della partecipazione di Verdiana Network al dibattito culturale promosso da Terra Futura, mostra convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità ambientale, economica e sociale, che si è chiusa con successo a Firenze, presso il complesso fieristico della Fortezza da basso, lo scorso 22 maggio.
La nostra Associazione ha quindi partecipato alla tre giorni di Terra Futura con un suo stand, all’interno della sezione “Turismo Eco&Responsabile”, in una edizione il cui tema principale era la “cura dei beni comuni”, a cui sono state dedicate le diverse sezioni della rassegna espositiva: tutela dell’ambiente, energie alternative, finanza etica, commercio equo, agricoltura biologica, edilizia e mobilità sostenibili, turismo responsabile, e ancora consumo critico, welfare, cooperazione internazionale, impegno per la pace, solidarietà sociale, cittadinanza attiva e partecipazione.
A questi stessi temi erano dedicati anche i numerosi convegni, dibattiti e seminari con esperti e testimoni dei diversi ambiti, nonché i workshop e i laboratori volti a sensibilizzare su queste tematiche gli oltre 94.000 visitatori.
Terra Futura è stata quindi l’occasione per presentare ad un pubblico più vasto i risultati delle attività di ricerca svolte dall’Associazione Verdiana Network nell’ultimo anno, portando all’attenzione dei visitatori il tema del viaggio e della riscoperta dei valori del territorio, in cui troppo spesso luoghi densi di memoria vengono dimenticati e abbandonati.
La diversità delle problematiche affrontate è stata riunita sotto il tema del rischio, sempre in agguato, della perdita del paesaggio urbano e rurale e della possibilità di una sua riscoperta attraverso la ricomposizione dei suoi frammenti e la loro messa a sistema.
Da qui il titolo che Verdiana Network ha dato alla sua presenza a Terra Futura: Lostscapes, i paesaggi perduti, dimenticati, quei luoghi che per disinteresse, perdita di memoria storica, variazione delle condizioni e degli interessi economici, rischiano di cadere nell’oblio, con una inevitabile conseguente perdita di identità culturale e di risorse ad essa legate, perché non più riconosciute dalle logiche macroeconomiche che guidano la maggior parte degli interventi sul territorio.
Questa la riflessione che ha generato il nostro stand a Terra Futura, uno spazio che ruota attorno ad un totem di pallets, quasi un monumento all’abbandono, realizzato con il principale scarto dell’edilizia, attività che viene troppo spesso associata all’idea di sviluppo e ripresa economica, ma che lascia dietro di sé degrado e desolazione perché spesso incapace di relazionarsi con il paesaggio, di instaurare un dialogo con il passato e il futuro di quel territorio, risultando così frutto di una speculazione economica spesso destinata essa stessa ad un rapido declino.
Qual è quindi il contributo che le nuove conoscenze e sensibilità possono apportare a questa situazione? Una capacità di rilettura e riscoperta di valori antichi in grado di avere un ruolo nuovo nella società contemporanea, un coraggio di innovazione e ricerca che porta a dare nuova vita e nuova dignità alle nostre risorse, ancorché dimenticate, coniugando sapientemente la tutela del paesaggio e la creatività umana. Ecco quindi che la torre di pallets assume un ruolo nuovo e vitale, quasi un vortice di natura e cultura che attira a sé idee e progetti in un circolo virtuoso capace di rinnovare l’idea stessa di sviluppo del territorio.
Tre, in particolare, i progetti esposti in questa occasione da Verdiana Network con particolare orgoglio per l’innovatività della ricerca scientifica e per l’interesse suscitato dalle diverse iniziative: il progetto di recupero dei cammini di pellegrinaggio lauretani, nell’ottica della gestione e della pianificazione del paesaggio per uno sviluppo sostenibile del territorio basato sulla riscoperta e sulla valorizzazione di risorse storiche, artistiche e naturalistiche rimaste escluse dai circuiti internazionali di itinerari turistici; le proposte progettuali per il territorio della Lunigiana elaborate durante il Corso di Formazione e Aggiornamento professionale “Parchi naturali, aree protette e reti ecologiche per lo sviluppo del territorio”, promosso e coordinato da Verdiana Network e svoltosi a Fivizzano tra il 2009 e il 2010, che ha visto la presenza di numerosi docenti di fama nazionale ed internazionale susseguirsi in un percorso formativo che ha condotto infine ad un laboratorio di sperimentazione che si è concluso con una mostra tuttora itinerante del territorio della Lunigiana; il progetto DisMissione urbana capace di suggerire una rilettura delle risorse e delle potenzialità della città di Firenze attraverso una serie di cartoline di luoghi dismessi o dimenticati, che si inserisce in una iniziativa più ampia, legata alla ricerca per un possibile Urban Center nell’area metropolitana fiorentina.
Lostscapes, paesaggi perduti quindi, ma con una nuova sfida davanti, che coinvolge cittadini e amministrazioni affinché insieme sia possibile ritrovare e ricomporre come in un puzzle complesso e affascinante la nostra identità culturale, unica speranza per un futuro realmente sostenibile.
Infatti, si fa sempre più forte la consapevolezza che il paesaggio sia il nostro ambiente di vita quotidiana, che abbia a che fare con il diritto alla cittadinanza e che quindi si possa annoverare nella lista dei Beni Comuni.
Tuttavia spesso le azioni che mirano alla salvaguardia, gestione e pianificazione del paesaggio prendono avvio ed interessano in primis quei luoghi ritenuti particolarmente fragili o delicati e quindi legati ad un carattere di eccezionalità. Al contrario il nostro progetto espositivo e comunicativo voleva porre l’accento su quelle parti di territorio che appaiono marginali, dove i conflitti e i paradossi sono più evidenti, sia in ambito rurale che in ambito urbano.
Partire da quei paesaggi che rischiano di essere tralasciati, per una riflessione sulle problematiche delle città e dei territori a forte valenza naturalistica è, infatti, uno dei fili conduttori dell’attività della nostra Associazione.
Il pubblico di Terra Futura sembra aver capito e condiviso l’approccio di Verdiana Network alle varie tematiche.
Questo è il più importante risultato della nostra partecipazione alla kermesse fiorentina, fortemente voluta per allargare il network di rapporti che sta alla base statutaria dell’associazione e del nostro modo di lavorare, e che ha permesso il dialogo, lo scambio, la nascita di relazioni e possibili collaborazioni non solo con altre realtà operanti nell’ambito della ricerca, dell’imprenditorialità sostenibile, della promozione di progetti di rinnovamento urbano e di valorizzazione paesaggistica, ma anche con i cittadini che dimostrano spesso una maggiore consapevolezza e sensibilità rispetto alle istituzioni che li rappresentano.
In questo contesto, merita particolare encomio l’iniziativa della “Borsa delle imprese responsabili”, volta a promuovere incontri per mettere in contatto aziende, pubbliche amministrazioni, associazioni e cooperative, che ci ha permesso di avere colloqui diretti con altre realtà che su base volontaria, imprenditoriale o istituzionale si occupano delle stesse tematiche e problematiche che sono alla base della nostra attività di ricerca e sperimentazione.
Un ulteriore passo in avanti è stato fatto quindi in questa occasione per ampliare quella rete di conoscenze, esperienze e relazioni che potranno portare occasioni sempre nuove di indagine e approfondimento, necessarie per mantenere vivo l’interesse e il fermento che grandi temi come la sostenibilità e la tutela dell’ambiente e del paesaggio muovono sull’opinione pubblica, cercando di ampliare il brainstorming fino a coinvolgere le realtà più resistenti e spesso refrattarie, tra cui buona parte delle amministrazioni e delle imprese, che talvolta risultano in ritardo rispetto ai cambiamenti epocali di sensibilità e di esigenze, risultando spesso inadeguate a rispondere alle molteplici richieste della società contemporanea.
Un valido supporto per superare questo gap potrebbe, quindi, essere svolto dal network che la nostra Associazione ha l’ambizione di creare e rafforzare anche attraverso iniziative come questa, confidando che la costanza e l’entusiasmo, insieme alla conoscenza e alla competenza possano portare buoni frutti.





