Nuovi orizzonti per l’ecologia del paesaggio

di Stella Verin
 

 QUESTO ARTICOLO E’ CONTENUTO NELL’ULTIMO NUMERO RIVISTA NETWORK IN PROGRESS

LINK

DOWNLOAD PDF

 

E’ ormai noto ai più come la Cina sia divenuta il paese con lo sviluppo economico più veloce al mondo e si stia sempre più affermando quale potenza ecomomica mondiale.

Nessuna altra nazione in via di sviluppo può vantare una società che in così poco tempo sia partita da una fase di sviluppo agricolo preindustriale, con due terzi della popolazione in condizioni di povertà ed indigenza, per raggiungere una fase di sviluppo e produzione di tali livelli, divenendo il primo maggiore esportatore ed il primo più grande importatore di merci al mondo, con un incremento dinamico costante del benessere della popolazione.

Fatte queste considerazioni il lettore non può non domandarsi quali siano le conseguenze che un tale ipersviluppo porta con sè e quali problemi esso possa creare.

Tutto questo è stato raggiunto a scapito delle risorse naturali, con notevoli diminuzioni del benessere ambientale e ripercussioni sulla salute degli abitanti e sull’assetto biologico e culturale dei suoi paesaggi.

E’ proprio per dibattere su queste tematiche, e molte altre strettamente connesse, che dal 18 al 23 Agosto si è tenuta a Beijing l’ottava edizione del World Congress of the International Association for Landscape Ecology (IALE), al quale hanno partecipato i maggiori esperti e studiosi di tale materia a livello mondiale.

Il convegno che viene organizato dalla IALE ogni quattro anni, è una opportunità di confronto per gli scenziati di tutte le nazioni, un momento di scambio che punta ad individuare le sfide per la conservazione dell’ambiente che tutti i paesi, specialmente quelli in via di sviluppo, potranno affronare negli anni a venire.

Zev Naveh (Faculty of Civil and Enviromental Engineering, Technion, Isdrael Institute of Technology) nell’introduzione alle giornate sottolinea l’importanza del fatto che il convegno si sia svolto in  Cina, a Beijing, vedendola come una opportunità per uno scambio di conoscenze tra l’Occidente e l’Oriente.

Durante il convegno è stato sottolineato a più riprese come la Cina si trovi oggi a dover prendere una fondamentale decisione essendo ad un  bivio tra sviluppo sostenibile e sviluppo non sostenibile, come abbia ancora l’opportunità di percorrere nuove strade rispetto a quelle già percorse dal mondo Occidentale  e di prevenire alcuni errori di impostazione.

La Cina così come tutte le nazioni asiatiche non dovredde, secondo lo studioso, accettare acriticamente le scelte che a suo tempo fecero la maggior parte della popolazioni occidentali di perseguire solo finalità economiche basate su vaolori materialistici e incremento della produttività, vedendo lo sviluppo solo come crescita economica e non come miglioramento del benessere delle popolazioni.

La Cina ha ancora l’opportunità di creare e diffondere la  sua idea di sviluppo sostenibile che potrebbe essere basata su visioni autentiche ed indigene di valori naturali e culturali e sulle sue antiche tradizioni.

Durante le giornate di congresso si è andato delineando come l’ecologia del paesaggio giochi un ruolo sempre più rilevante nel panorama generale delle discipline, e quanto sia vasto il suo campo di applicazione. Una notazione che pare evidente anche solo se si scorrono gli interventi della sessione plenaria, e che viene espressamente denunciato dall’intervento di apertura, affidato proprio al padre dell’ecologia del paesaggio, ovvero Richard Forman della Harvard University, USA.

Forman passa in rassegna alcuni importanti ambiti di intervento con cui l’uomo trasforma il territorio, mettendo in evidenza proprio quanto i principi e le teorie dell’ecologia del paesaggio siano penetrati profondamente in ciascuno di essi, e abbiano cambiato il nostro modo di rapportarci con il contesto in cui viviamo. Emerge così l’attenzione per la biodiversità e la conservazione del suolo in selvicoltura, per la connessione degli habitat e la riduzione degli effetti-barriera nei progetti di infrastruttura, e poi l’importanza della diversità biologica nei progetti di architettura del paesaggio, delle reti ecologiche fino ad arrivare alla pianificazione urbana.

In rapida sequenza si sono poi succeduti alcuni approfondimenti, un primo intervento ha riguardato il rapporto tra pianificazione ed ecologia del paesaggio attraverso la chiave dei landscape services come collegamento tra il sistema paesaggio e il soddisfacimento dei bisogni da parte dell’uomo, descrivendo un modello socio ecologico (Paul Opdam, Wageningen UR, The Netherlands); poi è stata la volta delle applicazioni dell’ecologia del paesaggio in ambito urbano (Jianguo Wu, Arizona State University, USA); e infine uno sguardo sull’ecological design che prende in considerazione il rapporto tra scienze ambientali e scienze umane e sociali, cercando di indagare le connessioni tra ecosistema e valori culturali attraverso la percezione del paesaggio, e come tutto questo si trasferisce nell’azione progettuale (Joan Iverson Nassauer, University of Michigan, USA).

In maniera più articolata questi aspetti sono stati sviluppati all’interno delle molte sessioni tematiche parallele che hanno scandito le giornate di lavoro del convegno, le cui parole chiave sono state sostenibilità, sviluppo locale, cambiamenti climatici, biodiversità, aree protette, pianificazione urbana, diversità biculturale, paesaggio sacro, paesaggio culturale, storia.

Le relazioni presentate hanno declinato queste tematiche calandone i presupposti teorici in interessanti applicazioni di ricerca, un prezioso materiale che fotografa quali sono gli indirizzi dei più importanti istituti a livello mondiale, e che possono orientare gli attuali canali di ricerca.

In ogni caso dai giorni di congresso è emerso che l’ecologia del paesaggio si configura come un possibile strumento per il conseguimento per la progettazioene di un ambiente sostenibile in cui sia la natura che l’uomo possano convivere e  giocare un ruolo fondamentale; a questo scopo infatti l’ecologia del paesaggio negli ultimi anni ha fatto grandi passi avanti cambiando la sua scala applicativa che è divenuta da locale a globale, ma sopratutto cambiando il suo campo di applicazione da ambienti e ecosistemi incontaminati a sistemi corrotti, cercando di offrire soluzioni di comprensione e gestione di tali ambienti.

E’emersa l’ esigenza di preservare i valori che un territorio e un paesaggio portano con sè, vaolori di tipo naturalistico ed ambientale, ma anche storico e culturale; l’ecologia del paesaggio si può configurare in quest’ottica come una disciplina  fondamentale, atta ad individuare e preservare tali valori attraverso la sua attenzione allo studio delle relazioni, relazioni tra cultura e natura e  rapporto tra uomo e ambiente.

Posted in NetWorkinProgress by / ottobre 18th, 2011 / No Comments »

Leave a Reply

WP SlimStat