CENTRALE TERMICA area ex Fiat

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INDIRIZZO: via di Novoli 2, Quartiere 5

USO ORIGINARIO: Centrale termica

DATAZIONE: 1939

DATA DI DISMISSIONE: 1984

SUPERFICIE: 1.200 mq

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La centrale termica è localizzata nell’area di Novoli appartenente alla periferia Nord occidentale della città di Firenze. La sua costruzione avviene negli anni ’30, contemporaneamente alla realizzazione del resto dello stabilimento Fiat, progettato  dell’ingegnere torinese Vittorio Bonadé Bottino.

Tutta l’area Fiat di Firenze nasce come subordinata a quella di Mirafiore a Torino, e avente la funzione di fabbrica d’aeroplani, ma, dopo la guerra, viene riconvertita in fabbrica di componenti meccanici per autoveicoli e veicoli industriali.

Negli anni ’80 l’amministrazione comunale manifesta la necessità di reperire nuovi spazi nell’area metropolitana, sia per la realizzazione del palazzo di Giustizia, che per l’inserimento di nuove funzioni a servizio dei cittadini, è così che la società Fiat decide di spostare lo stabilimento e, nel 1984, dichiara, per questo, dismessa la fabbrica fiorentina.

Nel 1985 il Comune approva la “Variante del settore nord – occidentale per l’attuazione del nuovo sistema direzionale Novoli–Castello”  la quale prevede  il trasferimento della succursale Fiat di V.le Belfiore e lo spostamento dello stabilimento in un’altra area ancora da definire.

Tra il 1987 ed il 1988 un gruppo di 14 architetti, incaricati dalla società Fiat e coordinati da Lawrence Halprin, studiano una proposta globale relativa all’area di Novoli e avente come idea cardine quella di articolare un grande parco, con all’interno un lago, secondo una delle due diagonali dell’area e di collocare al vertice nord-ovest, della stessa, il sistema giudiziario. È a questo schema che nel 1993, dopo che viene accordato il trasferimento dell’area produttiva a Campi Bisenzio, si rifà il Piano di Recupero, affidato dalla Fiat S.p.A. a Roberto Gabetti e Aimaro Oreglia d’Isola. Viene così avviata la realizzazione dei nuovi insediamenti quali Palazzo di Giustizia, Università, residenze, uffici, attrezzature e verde pubblico.

L’edificio della centrale termica è pensato, fin dall’inizio, per contenere esclusivamente le due caldaie necessarie per la produzione di vapore ed è originariamente affiancato da un altro edificio, denominato “carbonile”, adibito allo stoccaggio della lignite indispensabile per il funzionamento delle caldaie. L’ossatura portante dell’edificio, costituita da un’orditura di telai è concepita separatamente dalla struttura portante delle caldaie interne ad esso, in modo da ovviare ad eventuali problemi dovuti alle vibrazioni e dilatazioni causate dalle caldaie. Il piano d’imposta delle stesse è rialzato rispetto al piano stradale e occupano un’altezza pari a  di 17 metri. Alla struttura delle due caldaie è sospeso un sistemi di scalette e passerelle in acciaio, che danno la possibilità di raggiungere le varie strumentazioni, i vani per l’ispezione e il piano secondo.

Elemento fortemente caratterizzante la sala caldaie sono le grandi vetrate a nastro, presenti, in numero di quattro per fronte, in corrispondenza della parete nord e della parete est; esse raggiungono un’altezza di quasi 12 m e sono in vetro retinato e realizzate con infissi prefabbricati in cemento.

In seguito alla dismissione di tutto lo stabilimento Fiat, per l’edificio della centrale termica  la società ha sottoscritto una convezione secondo la quale lo stesso  “deve essere sia sottratto alla demolizione che restaurato ai fini di attrezzature di interesse comune” è così che la prima amministrazione Domenici decide di costituire e insediare in esso l’Urban Center di Firenze, ma, nonostante il concorso bandito nel 2004 per l’affidamento in gestione previo adeguamento  e allestimento, la seconda amministrazione Domenici non ha portato a termine l’impegno preso.

Lo stato in cui si presenta attualmente la centrale termica è quello conseguente al parziale smantellamento avvenuto successivamente al trasferimento dello stabilimento Fiat a Campi Bisenzio.

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